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Chi è vivo non dica: MAI! Autoformazione e confronto su convivenza interculturale

A fronte di un clima politico-culturale aggressivo e xenofobo, viste le guerre mediatiche contro i più poveri – usati come colpevoli dello sfacelo di una politica non più in grado di amministrare né il welfare, né il bene comune – e preso atto dei violenti attacchi al mondo della solidarietà, oggi le diverse realtà della società civile, che da anni lavorano per costruire luoghi di convivenza, meticci e solidali, operano in un contesto sempre più complesso e ostile.

Roma è un caso emblematico sia per l’alta percentuale di migranti che vi risiede, sia per il consistente numero di associazioni e organizzazioni che si occupano di intervento sociale.

A livello MACRO, ci mostra il fallimento delle politiche di inclusione, le conseguenze di una cattiva gestione del sistema di accoglienza e dei fondi ad esso dedicati e cosa deriva dall’assenza di una pianificazione ragionata della vita nei territori.

Eppure Roma rappresenta anche il luogo in cui nascono e operano esperienze virtuose, che aprono ostinatamente varchi e sperimentazioni con lungimiranza, coraggio e efficienza, pur operando nel crescente abbandono istituzionale.

Chi è vivo non dica: MAI non vuole essere né un happening, né un parlarci addosso di cosa non va, è invece una iniziativa, un primo tentativo partecipato, che con molte realtà abbiamo immaginato, per ri-costruire e ri-aprire spazi di azione e mediazione, è un invito ad avviare in maniera coesa e condivisa un confronto/scontro con l’esterno.

Abbiamo pensato di iniziare le due giornate lasciandoci ispirare dalle storie nazionali ed internazionali di alcune esperienze, innovative e dirompenti, del mondo della migrazione.

Seguiremo poi con uno spazio di co-creazione per ragionare insieme su quattro tematiche cruciali:

politiche, comunicazione, educazione e disobbedienza civile.

PROGRAMMA 

L’invito è quello di scambiarci spunti ed esperienze concrete concrete per portare a casa nuovi attrezzi del mestiere, per diventare più solidi ed efficaci nella nostra comunicazione, nelle pratiche quotidiane, nella capacità di advocacy e di formulazione di dissenso e coscienza critica.

L’invito è rivolto a tutti coloro che a vari livelli si occupano di diritti umani e a chiunque abbia a cuore il futuro della città.

Gli interventi della mattina sono aperti.
La partecipazione ai tavoli tematici del sabato pomeriggio e della domenica mattina è a numero a chiuso ed è necessaria l’iscrizione al link
https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSeitfzVg0YtKH-pEvPpDkt6kmz9Rb52eiNphkGnOv-IB05qrA/viewform?c=0&w=1

ISCRIZIONI ENTRO il 26 GENNAIO 

Realtà e associazioni coinvolte:

Asinitas, Baobab Experience, Ka_lma, LasciateCIEntrare, ALI Accoglienza Libera Integrata, Lunaria, Medu, A buon diritto,  Asgi,  Casa Internazionale delle donne, Echis, Laboratorio 53, Gli Asini,  Cemea del Mezzogiorno,  Italiani Senza Cittadinanza, Sprar WELLcHOME, MCE,  Un Ponte Per-,ESC Atelièr,  Comune.info, Cooperativa BeFree, Lucha Y SIESTA, Scuola popolare Piero Bruno, Progetto Axè, Pisacane 0-11, Altramente,  Karawan Fest, CIES Matemù…

CON IL SOSTEGNO della FONDAZIONE SAN ZENO