“Mistero Buffo” di Vladimir Majakovskij – Teatro India, Roma 26- 27 aprile

MisteroBuffo a 100 anni dalla Rivoluzione d’Ottobre, un laboratorio teatrale prepara per il 2017 la messa in scena dell’opera di Vladimir Majakovskij,
 regia di Alessio Bergamo.

Il progetto ideato e realizzato da Asinitas e Postop e con il sostegno di Alta Mane Italia coinvolge un gruppo misto di italiani e migranti di varie nazionalità insieme, in un percorso corpo a corpo alla ricerca di una strada condivisa, una prospettiva edificabile e un futuro possibile. Una riflessione teatrale sull’utopia di un mondo migliore e sulla solidarietà che i “diseredati e gli ultimi” devono attivare per cercare di costruirlo.

Vi aspettiamo il 26 e il 27 aprile
alle ore 21
al Teatro India di Roma

NON ci saranno BIGLIETTI al botteghino
Sostieni lo spettacolo prenotando il tuo posto
SOLO in prevendita con una donazione minima di 15 euro:

— Il vostro contributo serve per i costumi, le scenografie, la stampa dei manifesti, la copertura di pranzi e spostamenti per i partecipanti del laboratorio durante le fasi finali di prova dello spettacolo —

  •  on-line con carta di credito/debito o tramite Paypal specificando nella causale:”mistero buffo+ nome e cognome+ 26 o 27 aprile+ indirizzo email” , cliccando qui: 
  • tramite bonifico bancario: Asinitas Onlus – Banca Popolare Etica – IBAN IT98G0501803200000000128852, specificando nella causale:”mistero buffo+ nome e cognome+ 26 o 27 aprile+ indirizzo email”
  • oppure in via Ostiense 152b il lunedì, martedì e mercoledì dalle 10 alle 18
  • in via Policastro 45 (II piano – scala sul retro) dal martedì al venerdì

Mistero Buffo narra la storia di un gruppo di “impuri” (lavoratori, diseredati, operai) che durante un nuovo diluvio universale, un allagamento causato dallo scioglimento del Polo Nord, intraprendono una traversata per mare cercando la terra promessa, vivendo una serie di avventure, sopportando la fame, il confronto con i diavoli, quello con i santi, e la ricostruzione di un mondo distrutto.

Majakowski la scrisse per celebrare il primo anniversario della rivoluzione d’ottobre, di cui nel 2017 ricorre il centenario, ma è un’opera di stringente attualità , che già nelle intenzioni dell’autore doveva essere adatta a riscritture sceniche nel tempo, mano a mano che la storia poneva ai suoi protagonisti nuove sfide. Le tragedie di massa e i cambiamenti sociali in corso ci fanno pensare che il tempo delle nuove sfide sia arrivato.

In questi anni in cui l’accoglienza, la convivenza inter-etnica e inter-culturale appaiono sempre di più come la sfida educativa prioritaria, il teatro ci ricorda che l’immedesimazione e l’empatia, sono un fatto di corpi, sudore, sguardo, respiro, co-respiro, incontro, adesione ad alcune idee o immaginazioni comuni. Ma come costruire convivenza se manca l’opportunità di vivere a contatto? E i nostri giovani, che rispetto ai migranti sembrano così ricchi di prospettive, lo sono davvero? Esistono sogni comuni? Esistono ostacoli che li possono avvicinare?