15 Gen Vorrei avere…
Tutto è iniziato con un incontro. Come nel libro L’Occhio del lupo, dove un bambino e un lupo si guardano negli occhi e, in quello sguardo, scoprono le loro storie. Il bambino vede la vita del lupo, il lupo vede la vita del bambino. Uno scambio silenzioso, profondo, che parla una lingua speciale.
Noi, in questo laboratorio, abbiamo provato a fare la stessa cosa: guardarci, raccontarci, disegnarci. Siamo partiti da una sagoma – la nostra – e piano piano, parola dopo parola, abbiamo lasciato emergere le nostre lingue, le nostre storie, i nostri ricordi.
È venuto fuori che una delle lingue importanti è l’animalese. Sì, proprio la lingua per parlare con gli animali. È quella che abbiamo usato per raccontare l’incontro con un animale: chi era, com’era, come ci siamo sentiti.
Con cere e acquerelli li abbiamo disegnati, sono nate storie dolci, a volte dolorose, piene di nostalgia, di sogni e di “vorrei avere…”. La volpe che scappa vicino casa, il gattino troppo lontano per essere accarezzato, il cane di mamma che non ho mai incontrato, il pappagallo che fischia senza sosta.
Poi è arrivato il momento più bello e strano: trasformarci nel nostro animale. Camminare come lui, sentire la sua voce, guardare il mondo attraverso i suoi occhi. E infine guardare dentro l’occhio del bambino che avevamo incontrato.
Chi è? Cosa vedo nei suoi occhi? E cosa vorrei avere di lui?
Ecco, queste sono le nostre storie. Le abbiamo scritte, disegnate, raccontate.
Ascolta le storie delle bambine e dei bambini:
Albi:
Diego:
Rebecca:
Irene:
Luna:
Giordano:
Leonardo:
Leonie:
Alam:
Flavio:
Sahifa:
Yazid:
Emma:
Pietro:
Sofia:
Jannat:
Youssef:
Farddin:

